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GIPI. Storie d’artista
GIPI. Storie d’artista
Di: Giorgio Bacci
Di: Giorgio Bacci

ISBN: 9788860196712

Fumettista, scrittore, illustratore, regista. Gipi (Gian Al- fonso Pacinotti), nato a Pisa nel 1963, è oggi tra i maggiori talenti della scena culturale italiana, pluripremiato in diversi concorsi letterari e artistici di caratura internazionale. Sfogliando i suoi libri, a colpire il lettore (o l’osservatore) sono prima di tutto la qualità grafica e la ca- pacità narrativa dell’artista, capace di sviluppare un’ampia e delicata tastiera stilistica: dall’acquerello al gesso, dal- la matita al pennarello, dall’olio all’acrilico, impiegando formati e supporti diversi. L’osservazione del dato reali- stico si trasfigura in riflessione interiore e la narrazione, anche quando è autobiografica (La mia vita disegnata male o S.), si distende in una profonda meditazione sulla fragile attualità di certa periferia urbana. Il volume, attraverso un’ampia selezione di tavole originali, tratte da alcuni dei maggiori successi di Gipi (Esterno notte, La terra dei figli, Unastoria, Appunti per una storia di guer- ra), permette di entrare nel mondo creativo dell’artista potendone apprezzare non soltanto l’abilità creativa, ma anche la capacità artistica, in un susseguirsi appassio- nante di tecniche e stili differenti. Il libro si avvale di un’introduzione critica di Giorgio Bacci e di un’intervista a Gipi, che guida il lettore alla scoperta della sua arte.

 

Prezzo normale € 25,00

Solo qui a € 23,75
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Anno pubblicazione: 2019
Genere: saggistica
Collana: cataloghi d'arte
Pagine: 120  

Formato: 20x28 - Cartonato 
Illustrazioni: oltre 100

 

Dove andava, lo sapeva. Ma da dove veniva, se lo doveva ancora inventare. Doveva inventare tutta la sua vita, per di più in modo che tutti ci credessero. Quello che era dall'altra parte non si vedeva per via del muro alto. E quel muro nascondeva tutto un mondo. In guardiola chiesero ad Alka come avesse fatto a passare. Una ragazza come lei non era mica un filo d'erba, non l'aveva certo portata il vento. La ragazza disse di non averne idea. E loro, chini sopra il tavolo, molto vicini, l'ascoltavano. Aveva i capelli bruciacchiati. Le sopracciglia e le ciglia arse fino alla pelle viva. Non le era successo nulla di grave. Come mai tutta quella preoccupazione? Izio, mentre si buttava di sotto, s'era impigliato con la cintura alla ringhiera del balcone. Lei in quel momento era nella stanza accanto, e, quando il proiettile aveva centrato e frantumato lo specchio, era scappata in cucina. E lui era rimasto sospeso penzoloni nell'aria, in mezzo agli sbuffi di fumo, e agitava le braccia. Gli avevano sparato dalla strada e non aveva fatto in tempo a slacciare la cintura e cadere."

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