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Quei maledetti dodici metri
Quei maledetti dodici metri
Di: Alberto di Pede
Di: Alberto di Pede

ISBN: 9788869400438

Nel II secolo d.C. una triremi romana lascia il porto dell’Atlante settentrionale, situato poco oltre le colonne d’Ercole, e scompare nell’Atlantico. Diciannove secoli dopo, durante le indagini litologiche attorno alla basilica di San Piero a Grado, i responsabili di un’impresa specializzata rinvengono fondamenta che, stranamente, eccedono di dodici metri il perimetro della basilica. Quale mistero unisce i due eventi? Due coraggiose funzionarie della Soprintendenza, un imprenditore che cede alle lusinghe del mistero e della ricerca della verità, ostacolati da custodi di segreti millenari...

Un noir che si apre su scenari inaspettati in una contesa fra chi cerca la verità e chi la protegge ad ogni costo.

 

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Anno pubblicazione: 2016
Genere: "nero comunque scuro"
Collana: centopagine
Pagine: 100
Formato: 12 x 17
Illustrazioni:




Questa storia, anzi, questa fantastoria, poggia su delle verità o su eventi che non godono di larga conoscenza o notorietà, anche se costituiscono certezza.


1) Lixus, sulla costa dell’odierno Marocco, e sull’Oceano Atlantico, è effettivamente stato un avamposto militare e commerciale romano.


2) La Basilica di San Piero a Grado è – secondo la tradizione – il luogo dove sarebbe approdato nel 44 d.C. l’Apostolo Pietro e dove lo stesso avrebbe celebrato la prima Eucaristia.


3) Le lapidi menzionate nel racconto sono esposte e visibili nella predetta basilica e anche la colonna che funse da altare.


4) L’accorciamento della struttura epigea per i dodici metri è davvero avvenuto e nessuno ad oggi ha fornito spiegazioni plausibili o esaustive circa il motivo di tale demolizione.


5) Una nave e una spada, certamente romane, sono state ritrovate presso l’isola di Oak in Nuova Scozia, costa orientale del Canada (una prima notizia si era già avuta nel 1975, ma la conferma è arrivata nel 2016).


6) Un tesoro composto da aurei (monete presumibilmente di origine romana) fu realmente scoperto sotto alle Logge di Banchi nel 1925. Si accredita tale tesoro alla Repubblica Pisana e si ipotizza che sia stato nascosto intorno al XIII secolo, ma si ritiene che ne sia stata rinvenuta una piccola parte. Non esistendo prove documentarie, è presumibile che buona parte di tali monete sia stata fusa nella Zecca Pisana, per farne di nuove, battute dalla Repubblica, magari combinando una lega leggermente meno “grassa” di oro. Ciò che ne rimane è esposto presso il Museo di S. Matteo.


7) I palazzi degli Ordini sono a tutt’oggi visitabili.


Tutto il resto è frutto della fantasia dell’autore!






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